MILVA – DONNA DI TEATRO

di Gennaro Cannavacciuolo

“prima volta in assoluto special su Milva”

Dal fondo sala avanza una figura discreta che inizia a leggere la lettera di addio che Milva scrisse al suo pubblico. Quando è In prossimità del palcoscenico, parte la musica e la figura narrante inizia a cantare: si apre così l’emozionante spettacolo di Gennaro Cannavacciuolo.

Uno spettacolo che non traccia la biografia di Milva, ma presenta l’artista in due grandi blocchi tematici attraverso gli autori e registi che sono stati ispirati da lei nell’arco di oltre 50 anni di una carriera e successi internazionali straordinari.

L’amore e tutte le sue svariate sfaccettature scandiscono il primo tempo attraverso i testi e le musiche di Bevilacqua, Patroni-Griffi, Morricone, Vangelis, Mikroutsikos, Battiato, Faletti, Iannacci, Strehler, Brecht e Kurt Weill.

Un primo tempo dominato da tinte blu notte, dove i momenti storicamente ed artisticamente più coinvolgenti sono contrassegnati da proiezioni video di Milva in dissolvenza con quelle, tra molte, di Romy Schneider, Silvana Mangano, Tino Carraro e Adolf Hitler (la deportazione vista da Brecht): una serie di effetti video e luci ricercati, frutto di un lungo lavoro di ricerca fotografico e videografico.

Si passa quindi dalle ultime tinte fosche brechtiane del primo tempo al rosso-bordeaux del secondo tempo caratterizzato da un unico denominatore: la passione, laddove Edith Piaf, Alda Merini, Evita Peron ed Astor Piazzolla dominano la scena. In un climax di crescente tensione emotiva scorrono melodie, immagini e ricordi fino al momento dell’inevitabile congedo: la cornice del racconto si completa chiudensosi con la lettura dell’ultima parte della lettera di addio di Milva, culminante con “Balada para mia muerte” di Piazzolla.

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