SCARPE ROSSE

spettacolo multimediale di e con Maria Rosaria Omaggio
con Pino Quartullo
scritto con Maria Letizia Compatangelo
consulenza storica Stella Fanelli
video artist Mino La Franca
coreografie Movin’BEAT Antonella Perazzo
musica Movin’BEAT Gianluca Perazzo e Mario Perazzo
danzatori Amedeo Monzo, Antonella Perazzo, Margherita Petrosino, Ellie Quadrani
costumi Annalisa Di Piero e Gina Arenare
disegno luci e direzione tecnica Andrea Leghissa
fonica Ugo Prato
service emmedueservice.com Napoli
aiuto regia Antonio Melissa
regia Maria Rosaria Omaggio
ufficio stampa www.francescofuscopress.com
produzione Angelaria associazione culturale
si ringraziano Fenice Calzature per le scarpe rosse d’epoca
Oscar Bonelli con i suoi flauti antichi e Marco Visone creatore degli elementi scenici per la danza
patrocini: UNICEF Italia, Salvamamme – Valigia di salvataggio, Women for Women Against Violence,
Mai Più Violenza Infinita e CENDIC – Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea

Un progetto di teatro civile che si snoda tra parole, danza, musica, video, per ricordare e raccontare le donne vittime di violenza e femminicidio nella Storia. «Un compito, un dovere morale, andare all’origine del senso di proprietà che l’uomo nutre da sempre nei confronti della donna. È di capitale importanza la memoria, per curare e redimere il presente», sottolinea la Omaggio, anche Ambasciatrice Unicef.

Una donna è tutte le donne a confronto con un uomo, che è tutti gli uomini, di ogni tempo. Insieme ricordano, rendono viva l’indagine, offrendo reali testimonianze e interrogazioni.

Le vicende sono potenziate sia dall’emozione della danza, su musica remix con quelle famose legate al personaggio, che da immagini che conducono in luoghi e atmosfere diverse, dall’antica Roma al medioevo, dal 1500 alla rivoluzione francese.

E si chiamerà idealmente Eva ogni donna morta per femminicidio durante il lockdown 2020.

Per ogni testimonianza scarpe rosse, ciascuna della foggia della sua epoca, portate a bordo palco, illuminate da una colonna di luce. Tutte accese sono sbarre da prigione di un unico doloroso fenomeno antropologico purtroppo ancora attuale, ma una luce accecante potrà invadere palco e pensieri.

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