LA FAVOLA DEL FIGLIO CAMBIATO

Regia Stefano Tosoni e Stefano De Bernardin

La favola del figlio cambiato” di Luigi Pirandello è un’opera raramente rappresentata, ed è stata una occasione unica per gli appassionati del teatro pirandelliano. Scritta intorno al 1932, come libretto per un’opera lirica del maestro Gianfrancesco Malipiero, il testo ha un complesso andamento drammaturgico.

Una storia che fa riferimento a una leggenda diffusa in tutto il mondo: lo scambio di un figlio alla nascita.

Non un incidente ospedaliero, ma un atto voluto, doloso, misterioso.

È forse pazza la madre che non riconosce più il proprio figlio, perché, lei afferma, scambiato con un altro dalle streghe?

O forse non riesce ad accettare che il suo bambino non è come la sua vanità materna si aspettava?
Una storia magica, sognante, grottesca e a tratti comica e irriverente generata dalla terra dei nostri avi, così come una madre genera un figlio.

Ma stavolta sarà quello giusto o l’avranno scambiato?

 

La Morale:

 

Stavolta la morale ci viene dal principe: “Credete a me, non importa che sia questa o quella persona, importa la corona! Cangiate questa carta e vetraglia in una d’oro e di gemma di vaglia, il mantelletto in un manto , e il re da burla diventa sul serio, a cui voi v’inchinate. Non c’è bisogno d’altro, soltanto che lo crediate.” Una favola molto attuale non credete?

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